
















Terra e Acqua 2011, a Grado e Lignano Sabbiadoro (Udine) –
L’iniziativa turistica più stimolante, anche perché gratuita, dell’estate 2011 si chiama “Terra e Acqua” ed è proposta dalle amministrazioni comunali di Aquileia, Carlino, Grado (capofila), Latisana, Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Palazzolo dello Stella, Precenicco, S. Giorgio di Nogaro e Torviscosa e gode del patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia.
Si tratta di una bella e lunghissima gita in barca, a bordo della della motonave Nuova Cristina, 145 posti a sedere dentro e fuori, con partenza da Grado, tappe a Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Titiano di Precenicco e ritorno a Grado nel tardo pomeriggio.
Abbiamo lasciato l’auto parcheggiata ad Aquileia, nei pressi della famosissima Basilica (a proposito: si vuole fare turismo culturale facendo pagare 1 euro all’ora per una sosta al sole?), abbiamo fatto pochi passi e trovato un parcheggio gratuito all’ombra. Un cortese ed efficace servizio di bus navetta ci ha portato sino al Porto di Grado: bella Grado vecchia, bello il porto dentro la città, le barche ormeggiate con i pescatori intenti a fare manutenzione e l’odore di mare e laguna che caratterizza questa affascinante parte del Friuli.
Saliti in molti, tantissimi forse troppi, a bordo della nave ci siamo subito diretti verso i canali della Laguna di Grado; giornata di sole stupendo, guida esperta e preparata a divulgare storia ed aneddoti, la navigazione filava tranquilla verso il porto di Lignano Sabbiadoro.
Qui si può guardare il contrasto tra il porto vecchio che una volta era bacino per gli idrovolanti, e le modernissime strutture di Punta Faro e capire la natura internazionale di questa spiaggia, con centinaia di imbarcazioni, anche molto grandi, attraccate e soprattutto disperse lungo i canali, sul mare, ferme a dondolarsi in mezzo all’acqua, con decine e decine di turismi a prendere il sole caldissimo di questo agosto luminoso.
Imbarcati gli ultimi turisti, barca piena, nemmeno un posto libero, si riprende la navigazione in direzione Marano Lagunare, lasciando la Laguna di Grado ed entrando in quella di Marano appunto. Ambiente molto particolare quello della Laguna, ricco di angoli suggestivi, di casoni dal tetto di paglia riattati a casa vacanza, di anse di canale dove trovi cigni a decine e decine, di reti per la pesca che aspettano di essere calate, di barche infilate nelle cavane abusive, di bei motoscafi fermi e pigri mentre dondolano al sole o che hanno appena scaricato turisti fortunati all’Isola delle Conchiglie, o alla Bocca di Porto Buso.
Tutti posti che meriterebbero essere visitati con calma, soffermandosi e non solo visti da babordo mentre la prua solca veloce l’acqua. Veloce, ma non sempre. Avevamo letto spesso sui giornali del problema dei dragaggi dei canali navigabili e dell’interramento degli stessi causati dall’apporto di sabbia dei fiumi e del movimento delle maree, però trovarsi in mezzo alla Laguna e vedere che la barca procede a fatica, rimestando fango e alghe, con il rischio reale di rimanere incagliati a causa della bassa marea molto “bassa”, non è una bella sensazione.
Il fatto è che nessuno fa nulla per porvi rimedio, o se lo fanno lo fanno come se fosse un evento straordinario quello di dragare i canali. Sarebbe come se per asfaltare l’autostrada ogni anno dovessimo fare delle leggi speciali. Una vera assurdità. Turistica e quindi economica. Si arriva a Marano Lagunare e si passa davanti alla statua della Madonna del Mare (idem a Grado, sono o erano molto religiosi i pescatori) e si scende per andare a visitare l’Oasi Faunistica, vero gioiello di questa parte della Riviera Friulana.
Qui a Marano l’unica nota dolente della gita, che ricordiamo è gratuita: causa il pressapochismo di chi ha organizzato questa parte della gita, non c’era corrispondenza tra quanto previsto e quanto offerto a livello di pranzo. Diciamo che c’è stata una mezza rivolta e ammutinamento, e tralasciamo i dettagli, solo che se vuoi fare promozione turistica devi sapere che se 100 sono soddisfatti non producono lo stesso risultato di uno che parla male. E qui a protestare erano in molti.
Sosta e visita e poi di nuovo in barca per la penultima tappa della lunga escursione; alla fine saranno ben 47 le miglia nautiche percorse, tantissime, durante circa 10 ore di navigazione. Si entra nel Fiume Stella e pare davvero di entrare in un altro mondo. Bello è dir poco, questo fiume ti colpisce perché appare incontaminato e nonostante alcuni “imbecilli” lo percorrano a tutta velocità, riesce comunque a rilassarti e darti emozioni intense per la vista, gli animali, le rive, gli alberi, il verde e tutto quello che ritrovi lungo la lenta risalita.
Fino a Titiano, ovvero la chiesetta della Madonna della Neve. Angolo storico, che echeggia di Cavalieri Templari e Crociati, di riti e fede, in un ambiente piccolo e suggestivo. Rinfrescati all’ombra della costruzione del XV secolo e con l’acqua della fontanella, si risale per riportare a Lignano Sabbiadoro quella parte di viaggiatori che non aveva scelto di fare tutto il giro.
Da Lignano Sabbiadoro a Grado il ritorno avviene via mare, passando all’esterno della Laguna e ammirando tutta la costa giuliana fino alla Slovenia e riconoscendo i molti campanili e le altre costruzioni stagliarsi contro il Carso e riflettere la luce di questo sole caldo che stava chinandosi lentamente verso il tramonto. Rientrare a Grado arreca sollievo ai piedi e malinconia al cuore.
Una bella gita, bella la idea e valida la realizzazione e turisti soddisfatti (pranzo a parte). Se volete ripercorrere queste mie piccole sensazioni, potete farlo ancora ogni martedì, il 23 o 30 di agosto, oppure il 6, il 13 ed il 20 settembre 2011. Info presso l'Ufficio URP e Turismo del Comune di Grado.